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Il Consiglio nazionale dell’ Ordine dei Giornalisti, riunito a Roma il 3 e 4 ottobre 2006
Sentite le relazioni del Presidente sulle intercettazioni illegali e legali nonché sulla proposta tendente a sostituire le funzioni e gli scopi dell’ Ordine con una tessera professionale rilasciata dall’ Autorità delle Comunicazioni;
Considerato che vietare ai giornalisti ciò che è illegale è un’ ovvietà giuridica e deontologica che assume il solo significato di criminalizzare una categoria e che affidare al Garante della Privacy le sanzioni sulle intercettazioni legali indica il proposito di togliere alla categoria quell’autogoverno che è garanzia del diritto-dovere di informazione e di critica;
Denuncia l’ormai evidente tentativo di svuotare l’ Ordine affidando le sue funzioni alle Authority, che sono di nomina politica;
Decide la prosecuzione del dibattito avviato in una prossima sessione da convocare in tempi più brevi possibile e sollecita i Consigli regionali a riunioni per dibattere i temi della libertà dell’ informazione;
Dà incarico alla Commissione giuridica e culturale di stilare in tempi rapidissimi una nuova proposta di riforma dell’ Ordine da sottoporre all’ esame della categoria e da affidare al più presto al Parlamento;
Respinge le provocazioni e gli interventi strumentali che colpiscono la categoria in un momento particolarmente difficile anche per l’ostinato diniego degli editori di aprire il tavolo per il rinnovo del contratto;
Chiama a raccolta gli istituti di categoria per respingere insieme le iniziative per imbavagliare i giornalisti.
Approvato all’unanimità il 4 ottobre 2006