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Più giornalismo, meno ideologia

01/04/2014
Autore: 
Arrigo Benedetti
Editore: 
Aragno (2013), pag. 252, Euro 13,00
“Più giornalismo, meno ideologia”, raccomandava Arrigo Benedetti. Lo udirono i giornalisti cresciuti alla scuola del suo “Europeo”: Tommaso Besozzi, Sandro de Feo, Oriana Fallaci, Giancarlo Fusco, Raul Radice, Emilio Radius. Lo riudirono quelli che lo seguirono o che incontrò al suo “Espresso”: Manlio Cancogni, Camilla Cederna, Carlo Gregoretti ed Eugenio Scalfari. Lo ribadì, assumendo la direzione di “Paese Sera”. Rigoroso prontuario di buona scrittura giornalistica, rispettosa della grammatica e delle regole del mestiere, che Arrigo Benedetti, anche da inviato della “Stampa” e da collaboratore del “Mondo”, di “Panorama”, del “Corriere della Sera”, seppe tessere con impegno civile e morale.
Il volume, raccolta dei suoi articoli, con la presentazione di Eugenio Scalfari e un ricordo di Carlo Gregoretti, è un compendio delle regole fondamentali del giornalismo.
Arrigo Benedetti (Lucca 1910-Roma 1976), un protagonista dell’informazione italiana del Novecento, esordì come scrittore sulla rivista “Il Selvaggio” diretta da Mino Maccari, con racconti ambientati nella Prima guerra mondiale. Intrecciò presto l’impegno letterario con il giornalismo. Accanto a Mario Pannunzio, suo concittadino, amico e coetaneo si formò con Leo Longanesi a “Omnibus”, il primo rotocalco italiano, chiuso dal fascismo nel gennaio 1939. Nel 1945, con l’editore Mazzocchi fondò il periodico “Europeo”. Nell’autunno del 1955 fondò il settimanale “Espresso”. Tra i suoi romanzi: “Il passo dei Longobardi” (1964), “L’esplosione” (1966), “Il Ballo angelico” (1968).