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Stop violenza sulle donne: le parole per dirlo

27/10/2017
Scrivere di violenza, e di violenza sulle donne, è sempre molto delicato: il rischio di utilizzare stereotipi, di raccontare i fatti “dalla parte di lui”, di giudicare la donna che ha subito violenza per i suoi comportamenti, per la sua storia, per il suo abbigliamento, possono infatti condannarla ad una seconda violenza, quella dei media.
GiULiA giornaliste ha deciso di affrontare questo tema con un progetto multimediale: corsi di formazione, un manuale (con il patrocinio di Fnsi, Usigrai e Inpgi) e prossimamente una app e un sito internet.
Il primo appuntamento, a pochi giorni dalla Giornata internazionale contro la violenza sulle donne, è ospitato nell’autorevole sede di Montecitorio, Sala del Mappamondo, il prossimo 17 novembre dalle ore 10 alle ore 13, ed ha avuto dall’Ordine dei Giornalisti il riconoscimento di corso di formazione deontologico.
Interverranno la prof. Graziella Priulla, con una analisi dei media, i prof. Enrico Menduni e Elisa Giomi, che hanno curato l’Osservatorio sulla rappresentazione femminile nei programmi Rai, Luisa Betti, sulla “doppia vittimizzazione”, Silvia Garambois con una panoramica sulle leggi e sulle norme deontologiche, e Marina Cosi sull’uso dell’immagine.  Saranno presenti anche i rappresentanti di categoria.
Con questo lavoro GiULiA intende rivendicare fortemente il ruolo e il valore dell’informazione, strumento di cultura che aiuta a sviluppare il senso critico della società e la democrazia dei Paesi. Perché la cultura passa anche dal rispetto delle donne e della loro dignità.